Testi Banco Del Mutuo Soccorso

R.i.p. (Requiescant In Pace)

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Cavalli corpi e lance rotte

si tingono di rosso,

lamenti di persone che muoiono da sole

senza un Cristo che sia là.
Pupille enormi volte al sole

la polvere e la sete

l’affanno della morte lo senti sempre addosso

anche se non saprai perchè.

Requiescant in pace. Requiescant in pace.

Requiescant in pace. Requiescant in pace.

Su cumuli di carni morte

hai eretto la tua gloria

ma il sangue che hai versato su te è ricaduto
la tua guerra è finita

vecchio soldato.

Ora si è seduto il vento

il tuo sguardo è rimasto appeso al cielo
sugli occhi c’è il sole

nel petto ti resta un pugnale
e tu no, non scaglierai mai più

la tua lancia per ferire l’orizzonte
per spingerti al di là

per scoprire ciò che solo Iddio sa
ma di te resterà soltanto

il dolore, il pianto che tu hai regalato
per spingerti al di là

per scoprire ciò che solo Iddio sa.

Per spingerti al di là,

per scoprire ciò che solo Iddio sa…
per scoprire ciò che solo Iddio sa…

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Il Giardino Del Mago

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Da bambino ci montavo su

al cavallo con la testa in giù

galoppavo senza far rumore
gli zoccoli di legno che volavano sui fiori

non sciupavano i colori.
Stan cantando al mio funerale

chi mi piange forse non lo sa
che per anni ho cercato me

e passo dopo passo con le spine ormai nei piedi

tanto stanco stanco.

Io sono arrivato nel giardino del mago
dove dietro ogni ramo crocifissi ci sono

gli ideali dell’uomo.
Grandi idee invecchiate nel giardino del mago
io sto appeso ad un ramo dentro un quadro che balla

sotto un chiodo nell’aria
sono la che ho bisogno di carezze umane più di te.

E il tempo va il tempo va passa

e il tempo va il tempo va passa e va
E tu che fai e tu che fai e tu

e tu che fai e tu che fai che fai ?

Sono finito ormai quaggiù

ma vieni via ma vieni via vieni via !
Non posso tornare resterò

se resterai se resterai che farai ?

Ogni creatura del giardino del mago
vive tutto il suo tempo dentro in un albero cavo
C’è chi ride chi geme

chi cavalca farfalle

chi conosce il futuro
chi comanda alle stelle come un re

comanda le stelle, comanda le stelle,
comanda le stelle, comanda le stelle,

ma chi è che comanda da sé…

Com’è strano oggi il sole

non si fa scuro chissà perché
forse la sera non verrà

a uccidermi ancora

ha avuto pietà solo ora
Per pietà della mia mente che se ne va

il giorno aspetterà
per me si fermerà un po’ di più

vedo già foglie di vetro
alberi e gnomi corrersi dietro

torte di fiori e intorno a me
leggeri cigni danzano

a che serve poi la realtà.

Coi capelli sciolti al vento

io dirigo il tempo

il mio tempo
là negli spazi dove morte non ha domini

dove l’amore varca i confini
e il servo balla con il re

corona senza vanità

eterna è la strada che va.
eterna è la strada che va.

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Miserere Alla Storia

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Gloria a Babele

rida la Sfinge ancora per millenni

si fabbrichi nel cielo fino a Sirio

schiumino i cavalli sulla Via Lattea

ma…

Quanta vita ha ancora il tuo intelletto

se dietro a te scompare la tua razza ?
se dietro a te scompare la tua razza ?

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L’evoluzione

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Prova, prova a pensare un po’ diverso

niente da grandi dei fu fabbricato

ma il creato s’è creato da sé

cellule fibre energia e calore.

Ruota dentro una nube la terra

gonfia al caldo tende le membra.

Ah la madre è pronta partorirà

già inarca il grembo

vuole un figlio e lo avrà

figlio di terra e di elettricità.

Strati grigi di lava e di corallo

cieli umidi e senza colori

ecco il mondo sta respirando

muschi e licheni verdi spugne di terra

fanno da serra al germoglio che verrà.

Informi esseri il mare vomita

sospinti a cumuli su spiagge putride

i branchi torbidi la terra ospita

strisciando salgono sui loro simili

e il tempo cambierà i corpi flaccidi

in forme utili a sopravvivere.

Un sole misero il verde stempera

tra felci giovani di spore cariche

e suoni liberi in cerchio muovono

spirali acustiche nell’aria vergine.

Ed io che stupido ancora a credere

a chi mi dice che la carne è polvere.

E se nel fossile di un cranio atavico

riscopro forme che a me somigliano

allora Adamo non può più esistere

e sette giorni soli son pochi per creare

e ora ditemi se la mia genesi

fu d’altri uomini o di quadrumani.

Adamo è morto ormai e la mia genesi

non è di uomini ma di quadrumani.

Alto, arabescando un alcione

stride sulle ginestre e sul mare

ora il sole sa chi riscaldare.
ora il sole sa chi riscaldare.

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750.000 Anni Fa … L’amore?

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo)
Già l’acqua inghiotte il sole

ti danza il seno mentre corri a valle

con il tuo branco ai pozzi

le labbra secche vieni a dissetare

Corpo steso dai larghi fianchi

nell’ombra sto, sto qui a vederti

possederti, si possederti… possederti…

Ed io tengo il respiro

se mi vedessi fuggiresti via

e pianto l’unghie in terra

l’argilla rossa mi nasconde il viso

ma vorrei per un momento stringerti a me

qui sul mio petto

ma non posso fuggiresti fuggiresti via da me

io non posso possederti possederti

io non posso fuggiresti

possederti io non posso…

Anche per una volta sola.

Se fossi mia davvero

di gocce d’acqua vestirei il tuo seno

poi sotto i piedi tuoi

veli di vento e foglie stenderei

Corpo chiaro dai larghi fianchi

ti porterei nei verdi campi e danzerei

sotto la luna danzerei con te.

Lo so la mente vuole

ma il labbro inerte non sa dire niente

si è fatto scuro il cielo

già ti allontani resta ancora a bere

mia davvero ah fosse vero

ma chi son io uno scimmione

senza ragione senza ragione senza ragione

uno scimmione fuggiresti fuggiresti

uno scimmione uno scimmione senza ragione

tu fuggiresti, tu fuggiresti…
tu fuggiresti, tu fuggiresti…

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Ed Ora Io Domando Tempo Al Tempo Ed Egli Mi Risponde… Non Ne Ho!

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Ruota eterna ruota pesante

lenta nel tuo cigolio

stai schiacciando le mie ossa e la mia volontà

Meccanismo fatto di croci

coi tuoi fantocci attaccati

che pendono dai tuoi raggi

e girano coi tuoi ingranaggi

va…

Va la ruota va

un colpo non lo perde mai

Cambia i volti non cambia niente

lo sperma vecchio dei padri

ho urlato forte la mia rabbia

ma agonizzo anch’io anch’io

Ah ruota gigante

perché dunque mi fai pensare

se nel tuo girare

la mente poi mi frenerai

Va la ruota va

un colpo non lo perde mai

mai e va.
mai e va.

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Canto Nomade Per Un Prigioniero Politico

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
In questi giorni è certo autunno giù da noi

dolce Marta, Marta mia
ricordo il fieno e i tuoi cavalli di Normandia,

eravamo liberi, liberi.

Sul muro immagini grondanti umidità,

macchie senza libertà,
ascolta Marta, in questo strano autunno

i tuoi cavalli gridano, urlano incatenati ormai
cosa dire, soffocare, chiuso qui perché…

prigioniero per l’idea, la mia idea perché.

Lontano è la strada che ho scelto per me

dove tutto è degno di attenzione perché vive, perché è vero, vive il vero.

Almeno tu che puoi fuggi via canto nomade
questa cella è piena della mia disperazione, tu che puoi non farti prendere.

Voi condannate per comodità, ma la mia idea già vi assalta.
Voi martoriate le mie sole carni, ma il mio cervello vive ancora… ancora.

Lamenti di chitarre sospettate a torto,

sospirate piano,

e voi donne dallo sguardo altero
bocche come melograno, non piangete

perché io sono nato, nato libero,

libero.
Non sprecate per me una messa da requiem,

io sono nato libero.
io sono nato libero.

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Non Mi Rompete

(musica: V. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale… in volo.

Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
c’è ancora tempo per il giorno
quando gli occhi si imbevono di pianto,
i miei occhi… di pianto.
i miei occhi… di pianto.

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La Città Sottile

(musica: G. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
Tu chi sei, città non città
che vivi appesa in giù alle tue corde d’aria ferma.
Travi, tubi senza dimensioni,
freddi quarzi invecchiati.
I tuoi mille ascensori di carta velina
che vanno su e giù senza posa,
nessuno che scende, nessuno mai sale.

Sottile non città che reggi tutto su niente :
ogni retta poggia su se stessa,
ogni curva su se stessa,
assurdi equilibri spostati.
Luci opache le tue rare stelle,
il tuo sole è spirato.

Che altro ti resta se non l’uomo nudo
che io vedo ogni giorno
quel pazzo padrone,
poeta o predone che vive sull’ultima trave.
Si frega le mani poi ride, o non ride…
saltella leggero
dal trave a una curva
ma oggi l’ho visto tuffarsi nel vuoto
così d’improvviso
però non so dire
se urlasse o ridesse.

Qui il vento non soffia i rumori ma c’è il silenzio
che sa scrivere nell’aria ferma.
Sottile non città fra i tuoi perenni grigi sola.
Sottile non città fra i tuoi perenni grigi sola.

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Canto Di Primavera

(musica: V. Nocenzi, G. Nocenzi / testo: F. Di Giacomo, V. Nocenzi)
L’odore degli zingari è come il mare
come il mare arriva e non sai da dove
l’odore degli zingari è come il mare
e primavera è oltre il suo cielo chiaro
non porta più leggende da raccontare
ma ti sorprende come una malattia.
La primavera è altro che un cielo chiaro
è grandine veloce sui tuoi pensieri
ti cresce all’improvviso dentro la testa
e scopri che hai bisogno di questo sole
e non ti fa paura la sua allegria
ma ti sorprende come una malattia.
Arriva all’improvviso,
arriva come il mare
e non sai mai da dove.
Arriva come il mare,
arriva all’improvviso
e non sai mai da dove.
La primavera è altro
che un cielo chiaro
è grandine veloce sui tuoi pensieri
arriva come il mare e non sai da dove.

Arriva all’improvviso, arriva come il mare e non sai mai da dove.
Arriva all’improvviso, arriva come il mare e non sai mai da dove.
Arriva all’improvviso, arriva come il mare e non sai mai da dove.
Arriva come il mare, arriva, arriva all’improvviso all’improvviso e non sai mai da dove…
Arriva come il mare, arriva, arriva all’improvviso all’improvviso e non sai mai da dove…

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